Biografia

 

 

Biografia di Patrizio Mancin

 

Per accostarmi alle opere di pittura e scultura di Patrizio Mancin chiedo soccorso all’Immaginazione.

I suoi lavori pittorici e scultorei evidenziano il ruolo dell’Immaginazione, a mio avviso ravvisabile

nel porsi in relazione con lo spazio.

Immergervisi, tende a definire piani tendenzialmente scenografici, aprospettici.

Utilizzando frammentazioni - composizioni - addensamenti di colore e nelle figurazioni di corpi,

modellazioni che reinterpretano gesti, posture e fisicità.

Agendo sulla materia prima dello scultore privilegiando il marmo (un bisogno di sentirsi inserito

nei temi del Mito e della classicità?) agisce in due direzioni anch’esse immaginifiche: l’inserimento,

talvolta, di oggetti (fibbie, collane, orecchini etc.) quasi a voler rendere presenti, all’occhio

dell’oggi, che siamo appunto nell’oggi non nel prolungarsi ormai esausto di stilemi alla O. Redon,

o forse, ancor più di M. Rosso.

Finito, non finito. Abbozzato, frantumato.

Comunque Sempre “deforma dall’Immaginazione".

L’Immaginazione che il poeta William Blake riteneva infinita ed eterna, al contrario della generazione.

Mentre per Platone più che l’immaginazione può la noesis, l’intelletto.

La pittura e la scultura in Mancin dialogano; (è presente lo scultore quando dipinge ed anche in

ruoli rovesciati) ricercano una loro via di sintonizzazione fra il sensibile ed il sovrasensibile.

Le opere dell’oggi alimentano fondate prefigurazioni di un fecondo percorso creativo.

 

Aprile 2014

Pierino Nervo

Premio Cesare Pavesere 2015 sezione scultura

 

 

Recensione di Patrizio Mancin

 

C'è innegabilmente una pluralità d'anime in Patrizio Mancin, come uomo pragmatico che si rapporta con la realtà e come artista "dal grande sognare" che viaggia verso più orizzonti temporali per realizzare le sue opere.

Nelle sculture dell'artista di Val della Torre infatti sono chiaramente visibili le tracce sprigionate dalla sua energia interiore che aggiungono ulteriore valore e concretezza a una già non comune padronanza tecnica, caratterizzata sostanzialmente "da linee morbide" che sembrano provenire

dal passato, che sembrano avere attraversato i secoli.

E forse è proprio all'interno queste linee volutamente mai accentuate che si annida la parte sognante e la fantasia di un artista che alla bellezza delle forme sa aggiungere una patina di poesia, di vera poesia.... Le sculture sono bellezza se parlano. E quelle di Mancin declamano anche poesie.... perché è poesia l'eleganza e il complesso armonioso dei tratti, come pure è poesia "del ricordo" quella sorta di pathos che traspare da ogni figura per evidenziarne le molte venature di non sottaciuto romanticismo che, chiaramente, sono essenza e voce dell'io più intimo dello stesso scultore.

Patrizio Mancin, pur avendo innegabilmente cognizione del tempo, è comunque un artista che ha saputo crearsi "un suo personalissimo mondo classico", probabilmente per aggiungere un diverso fascio di luce a quello strascico di emozioni che lo inducono a sognare, essendo figlie di albe e tramonti lontani e, quindi, memoria di storie e avventure con cui ha attraversato e attraversa le stagioni della vita, per tracciare i suoi nuovi sentieri umani e artistici.

 

Con stima

Lino Marozzo

 

Linmar ArtProm ore 12,53 del 22.7.2017.